MARTEDI 18 H. 15 TUTTI IN CONSIGLIO COMUNALE-APPROVAZIONE DELIBERA SUL PUC

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Martedi prossimo, il Consiglio comunale voterà un PUC che disattende le prescrizioni della VAS regionale in materia di messa in sicurezza e salvaguardia del territorio.

Questa giunta intende davvero ignorare i moniti e le proposte provenienti da cittadini e accademici di rilievo internazionale che chiedono una MORATORIA SUL CONSUMO DI SUOLO in Italia e in Liguria?

Parlare con i sordi è una brutta sensazione. È quella che provano le migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione contro il consumo di territorio a Genova, edelle 53 associazioni/circoli/comitati/reti/forum che, a dicembre, hanno lanciato  con l’appello “LA CITTA’ CHE VOGLIAMO. Stop alle nuove costruzioni”

 Oggi, dopo mesi di Commissioni e audizioni, di proposte rigorose e argomentate, ci restano solo due domande:

1.      Perché il Comune, nelle persone del Sindaco Doria e dell’Assessore delegato all’Urbanistica Bernini, non risponde punto per punto alle obiezioni sollevate dai cittadini nelle audizioni e porta in votazione una delibera che disattende in maniera palese e irresponsabile le osservazioni prescrittive della Regione che chiede di fare molto di più in materia di messa in sicurezza del territorio?

2.      Il Comune, i suoi tecnici e la sua giunta, intende davvero assumersi la responsabilità dell’immobilismo e della conservazione approvando una delibera conservatrice, poiché consegna alla città degli indirizzi di pianificazione che NON tengono conto della necessità urgente e inderogabile di CAMBIARE ROTTA e segnare una forte discontinuità col passato, come richiesto di illustri esperti di paesaggio e territorio da Salvatore Settis a Renzo Piano?

Chiediamo con forza risposte puntuali di merito alle osservazioni depositate in Commissione Territorio.

Chiediamo che tali osservazioni vengano recepite emendando la delibera in votazione accogliendo le prescrizioni della Regione, dando così un chiaro indirizzo a questo nuovo PUC:

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO PER POTER PROGRAMMARE UNA CITTA’ SICURA, VIVIBILE E CAPACE DI FUTURO

 chiediamo al Consiglio comunale di NON votare una delibera sbagliata e pericolosa e di esercitare appieno il mandato democratico a rappresentare il bene comune e gli interessi dei cittadini

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Le scriventi organizzazioni evidenziano che nel documento di delibera in votazione:

1.    Il Comune dice di volere fermare la speculazione oltre la linea verde ma nel documento di delibera si legge che si prevede una ridefinizione delle zone a favore di quelle a presidio ambientale dette AR-PR, dove possono costruire tutti e con meno vincoli degli agricoltori, lasciando così campo libero a chi vuole costruirsi l’ennesima villetta fingendo di presidiare il territorio. In un caso a noi noto degli 81 autorizzati, il Comune ha chiesto in cambio del permesso di costruire solo lo sfalcio una volta all’anno di 1000 metri di prato. Nulla sul ripristino delle terrazze e sul deflusso delle acque, ciò che veramente serve per evitare tragedie come quelle di questi giorni.

2.    Il Comune, tramite il Vice Sindaco Bernini, dice che a Genova siamo fortunati e virtuosi perché abbiamo ancora una vasta area di territorio non edificato pari al 72%. Ma omette di dire che molte delle aree non edificate sono inabitabili e di scarso pregio per l’edificazione e che l’agricoltura è possibile proprio laddove è maggiore la concorrenza con l’uso edificatorio. È forse per questo che nel Piano presentato si prevedono oltre la linea verde 336.700 mq teorici di nuove edificazioni. È questo che la Giunta intende per costruire sul costruito?

Per di più, la presenza di un indice di edificabilità diffuso è la causa principale dell’immobilismo fondiario e delle enormi difficoltà ad accedere alla terra per attività produttive

3.    Ricordiamo che la nuova legge di stabilità finanzia “interventi immediatamente cantierabili” e volti prioritariamente “agli interventi integrati finalizzati alla riduzione del rischio, alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità e che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE […] e della direttiva 2007/60/CE […]”; inoltre, vengono previste anche “misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall’alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico”, ma soprattutto che “gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua e gli interventi di naturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque devono essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione”.

A questo proposito il Comune piange i morti delle alluvioni  ma nel PUC non vi è alcun cenno ad un piano di previsione di messa in sicurezza delle intere aree “rosse” (le più a rischio), attraverso più azioni integrate nel tempo come la stessa delocalizzazione. Piuttosto si pensa a metterlo in sicurezza con interventi idraulici che dureranno molti anni e avranno pochi benefici effettivi e che permetteranno nuove previsioni edificatorie. Come nell’area dei parchi ferroviari di Terralba, dove la Giunta prevede una serie di espansioni edilizie per un totale di quasi 2.000 nuovi abitanti e addetti e circa 70.000 mq di superficie agibile.

4.    Il Comune sostiene di non voler” bloccare” il territorio “accusando” noi di volerlo paralizzare. Al contrario le previsioni di nuove residenze e uffici, in un’area di 8,5 mln. di mq, rischiano di diventare un boomerang per l’amministrazione e il territorio. Non siamo più negli anni 50-70 in cui i fenomeni speculativi erano molto redditizi; oggi le concessioni edilizie rilasciate sono sempre meno realizzate o vengono lasciate decadere nel tempo o costruite solo parzialmente per difficoltà economiche, con la conseguenza che l’area cade in degrado o che gli stessi lavoratori non vengono pagati. Esempio ne sono le Torri Faro e l’area dell’ex Moltini in Val Bisagno.

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I comitati, reti e le associazioni che hanno promosso la campagna di raccolta firme
“La città che vogliamo: Stop alle nuove costruzioni” sono:

Rete IF, Genova; Forum Salviamo il paesaggio, Genova; Arci Genova; Acli Liguria; Aiab Liguria; Amici del Chiaravagna onlus; Amici di Pontecarrega; Attac; Circolo arci barabini di trasta; Circolo arci belleville; Circolo arci culturale Fegino; Circolo arci erba voglio; Circolo arci futuro primitivo; Circolo arci pianacci; Circolo arci zenzero; Circolo arci Sant’Eusebio; Circolo arci Primo Maggio; Circolo arci lavoratori sturlesi arcipicchia; Comitato acqua bene comune Genova; Comitato acquasola; Comitato contro la cementificazione di Terralba; Comitato protezione Bosco pelato; Coordinamento gestione corretta rifiuti della Liguria (gcr Liguria); Fair; Gestione corretta rifiuti Genova (gcr genova); Italia Nostra; Legambiente Lguria; Le serre di San Nicola di Castelletto; Libera Genova; Liguria biologica; Mdc Genova; Medicina democratica; Medici per l’ambiente (i.s.d.e.); Movimento consumatori Liguria; Movimento decrescita felice Genova; Slow food Liguria; Terra! onlus; Vivere in collina; Wwf Genova; Wwf Italia sezione regionale Liguria; Y.e.a.s.t. youth europe around sustainability tables; GasaGenova; A.s.c.i. Liguria; Circolo nuova ecologia; Slow food Genova; Comitato genitori istituto comprensivo Pra’; Mfe Genova; rete Voglio la Gavoglio; Genova Bene Comune; Ingegneria senza frontiere; Anemmu in bici a Zena; Geologia Senza Frontiere; Cittadini per Carignano;

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