APPROVAZIONE IN COSIGLIO COMUNALE DELLA MOZIONE SUL CENSIMENTO DEL CEMENTO – 9.11.2012

CENSIMENTO DEL CEMENTO, GENOVA HA DETTO SI’

di: Andrea Bignone, coordinamento genovese Salviamo il Paesaggio

Una notizia di enorme portata, passata quasi inosservata: il 23 ottobre scorso il consiglio comunale di Genova, fra i primi in Italia, ha approvato, con una larga maggioranza bipartisan, una mozione che impegna il Comune a censire il proprio patrimonio edilizio, per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma inutilizzati, vuoti o sfitti.

Uno strumento finalizzato a frenare il consumo edilizio di terreni agricoli e a utilizzare per la crescita urbana il patrimonio inutilizzato.

Questo atto formale dell’assemblea rappresentativa della cittadinanza genovese, che non sarebbe stato possibile senza l’impegno dei consiglieri che hanno votato sì, è però soprattutto una piccola grande vittoria del Forum Italiano ‘Salviamo Il Paesaggio, difendiamo i territori’, promotore del ‘Censimento del cemento’ presso tutti gli oltre 8.000 comuni italiani, e in particolare del suo coordinamento genovese, costituitosi al’inizio di quest’anno.

L’impegno del Comune è presentare i risultati del censimento entro sei mesi, ovvero entro aprile 2013, e Salviamo il Paesaggio vigilerà sul mantenimento di questa promessa. La cronaca genovese riporta con ricorrenza implacabile notizie di alluvioni, frane, dissesto idrogeologico, sciagure causate dal degrado e dall’incuria del territorio.

La battaglia per la salvaguardia del territorio è strettamente legata a quella per la qualità dell’ambiente e a quella per la tutela del paesaggio, poiché territorio, paesaggio e ambiente sono elementi inscindibili da tutelare come un unicum. Questa è appunto la mission che si è data un anno fa il Forum, articolato in una rete di coordinamenti locali che stanno sollecitando gli amministratori pubblici, a partire dai sindaci, affinché adottino strumenti (primo fra tutti il ‘Censimento’) per salvaguardare concretamente paesaggio e territorio dalla deregulation e dalla cementificazione selvaggia. Ma alcuni Comuni, come Cassinetta di Lugagnano (Mi), Solza (Bg), Camigliano (Ce), Ronco Briantino (Mi), Ozzero (Mi), Pregnana Milanese (Mi) sono già oltre: hanno infatti adottato un piano a ‘crescita zero’, impostando le proprie politiche urbanistiche e la loro pianificazione sulla decisione di non consumare altro territorio.

Auspichiamo che Genova segua questo esempio. Dal 2001 al 2010, in Italia, l’incremento complessivo di suolo urbanizzato è stato di oltre 1.600 km2, equivalente alla superficie della provincia di Milano. Migliaia di capannoni, spesso inutilizzati, hanno privato l’agricoltura di terreni fertili e modificato il paesaggio in modo irreversibile cancellando i limiti naturali fra città e campagna. 

Un buon paesaggio non può prescindere da un buona qualità del suolo. Se luoghi e paesaggi liguri come Pigna, Dolceacqua e Pentema hanno saputo mantenere un equilibrio che ancor oggi ci consente di leggerne i confini e la bellezza, perché non ipotizzare anche per Genova politiche che valorizzino il costruito salvando il proprio suolo da nuove cementificazioni?

Perché continuare a costruire autostrade e superstrade quando servirebbero strade urbane e buone politiche di mobilità?

Perché non si comprende che l’agricoltura è una risorsa ed il suolo un bene comune, anziché considerarlo un possibile spazio vuoto da riempire?

Tutto questo non può prescindere da un coinvolgimento partecipativo dei cittadini, troppo spesso esclusi da decisioni che hanno cambiato il loro territorio senza che nessuno interpellasse la loro conoscenza ed esperienza dello stesso. Auspichiamo che il nostro censimento, raccolto dal Comune di Genova, possa essere il giusto stimolo e l’inizio per rivedere le politiche urbanistiche e salvare il nostro territorio e il nostro paesaggio come bene comune.

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