Osservazioni alla nuova Legge Regionale Urbanistica (LUR)

Abbiamo inviato queste osservazioni sulla LUR

Genova, 15 dicembre 2014

OGGETTO: OSSERVAZIONI DDL 330-LEGGE URBANISTICA REGIONALE

Premessa

Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, costituito formalmente il 29 Ottobre 2011 a Cassinetta di Lugagnano (Milano), è un aggregato di associazioni e cittadini di tutta Italia (sul modello del Forum Italiano dei Movimenti per lAcqua), che, mantenendo le peculiarità di ciascun soggetto aderente, intende perseguire un unico obiettivo: salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal cemento selvaggio.

Vi aderiscono attualmente circa 11.000 persone a titolo individuale e circa 700 organizzazioni, tra cui tutte le principali realtà italiane operanti nel campo della salvaguardia del territorio, dell’ambiente, del paesaggio, dei suoli agricoli.

Il 27 Febbraio 2012, il Forum ha avviato la prima Campagna nazionale il Censimento del Cemento, facendo pervenire ad ogni Comune italiano le schede per attivare con urgenza un capillare censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini dei singoli Comuni.

Tale censimento ha lo scopo di mettere in luce con assoluta esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate, le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste dal piano adottato. Questo elemento è ritenuto di estrema importanza per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare – senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio – il fenomeno del consumo di suolo e tutte le necessarie pianificazioni conseguenti.

La scheda è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe e aperta ai contributi di tutti i cittadini.

Ad oggi, i Comuni liguri non hanno risposto (se non alcuni ma solo parzialmente).

Il Forum ha inoltre inviato osservazioni sul PUC di Genova, anche alla Regione, che, in parte le ha condivise e fatte proprie nelle osservazioni al PUC di Genova.

Osservazioni generali

  1. Si ritiene opportuno inserire la scheda del Censimento del cemento (allegata) come “obbligatoria e preliminare” per la compilazione dei PUC.

  2. Si conviene con la necessità di un’informazione chiara informatizzata (GIS), aperta a tutti. Il PUC deve essere a disposizione per consultazione cartacea presso gli uffici comunali in ogni momento, senza necessità di fissare appuntamenti. Sul sito del PUC deve essere chiaro dove poter visionare il PUC cartaceo.

  3. Introdurre un articolo che preveda: “I comuni che non si sono dotati di infrastrutture depurative a norma di legge, non possono prevedere nuovi insediamenti e maggiori carichi urbanistici.”

Osservazioni agli articoli

  1. Art. 2, c. 1, dopo “demografico e migratorio” inserire, “che devono essere coerenti con l’andamento degli ultimi 10 anni”-

  2. Art. 2, c. 1, dopo “sostenibilità ambientale” eliminare “dello sviluppo.” e aggiungere “. In particolare , occorre superare il vecchio concetto di “sviluppo” collegato al costruire con relativo consumo di suolo e perseguire l’obiettivo di rilancio e sviluppo del territorio senza consumo di suolo. E’ infine da tener presente il principio generale dell’eccessiva impermeablizzazione dei suoli e della necessità di avviare processi di de-impermeabilizzazione”.

  3. Art. 1, c. 3, lett.a) sostituire le parole “minimo consumo delle risorse….termine” con “dell’azzeramento del consumo di suolo e salvaguardia integrale delle risorse paesistico-ambientali”

  4. art.5 c. 3 bis, aggiungere “e nel rispetto dell’art. 42 della Costituzione”

  5. Art. 8 nuovo c. 1, sostituire “per il corretto uso del suolo” con “ per l’azzeramento del consumo di suolo”.

  6. Art. 9, c. 1, sostituire “lettura critica” con “l’analisi oggettiva”, in quanto il quadro descrittivo deve dare un quadro della situazione e non un’interpretazione soggettiva. E’ il documento degli obiettivi che deve semmai dare una lettura critica e propositiva.

  7. Art. 18, c. 1, eliminare “sintesi interpretative”, vale lo stesso discorso fatto per il PTR (punto 8)

  8. Art. 25 , c.1. Anche in questo caso la descrizione fondativa deve dare un quadro conoscitivo, senza lacuna interpretazione critica. Eliminare ogni riferimento alla soggettività interpretativa. Inserire in questo articolo la compilazione della scheda Censimento del Cemento.

  9. Art. 26 (nuovo art. 28), dopo “descrizione fondativa,” aggiungere “dell’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo, ”.

  10. Art. 27 ( nuovo art. 29), l’introduzione “di completamento” è assolutamente improponibile in un’ottica di azzeramento del consumo di suolo. Occorre prefissarsi di liberare delle aree, allo scopo di creare nuovi spazi di socialità, di contenimento dell’acqua, di permeabilità dei suoli, di creare zone di rigenerazione urbana, di pausa dell’edificato e NON di nuove impermeabilizzazioni e edificazioni, ancorché prevedano soluzioni tecnologiche come vasche di contenimento. Si ricorda inoltre che il rischio idraulico è in funzione anche della densità di popolazione nell’area considerata, pertanto, pur adottando soluzioni tecnologiche e di contenimento temporaneo, nuove edificazioni, comportano aumento di popolazione e quindi aumento del rischio. Eliminare “ambiti di completamento”

  11. Art. 30 c.2, eliminare “e di nuova costruzione”.

  12. Art. 30 c.3, eliminare il comma e la previsione di “ambiti di completamento” ed ogni riferimento successivo

  13. Art. 30 c.4, lett d) è necessario attuare delle forti politiche di utilizzo dell’edificato esistente sia per soddisfare la residenza primaria, che quella ERS. Prevedere nuove edificazioni laddove vi siano già migliaia di case vuote potenzialmente sfruttabili è illogico. In un epoca in cui il ciclo della rendita immobiliare è terminato, un piano che preveda ulteriore consumo di suolo non assolve alla funzione sociale e all’interesse generale (art. 42 Costituzione).

  14. Art. 29, c.1, eliminare “ed aventi quale esito l’incremento non marginale del carico insediativo o”.

  15. Art. 29, aggiungere il c. 6: i distretti di trasformazione dovranno essere sottoposti a dibattito pubblico regolamentato, che coinvolge i Municipi o (se inesistenti) l’intera area circostante interessata dai possibili cambiamenti.

  16. Art. 32, c. 7, sostituire “indipendentemente” con “coerentemente”

  17. Art. 32 c. 8 , eliminare

  18. Art. 33 (nuovo art. 35), c. 1 , aggiungere “il carico urbanistico previsto dal piano deve essere coerente con l’andamento degli ultimi 10 anni e con le effettive dinamiche socio-economiche. Di solito le previsioni del carico insediativo sono sempre in eccesso rispetto al trend demografico senza lacuna logica e coerenza.

  19. Art. 34 (nuovo art. 36), lett.d), punto 1), sostituire aggiungere dopo “piste” “/percorsi” e dopo “ciclabili” “e zone 30 per percorsi promiscui”

  20. Art. 36 (nuovo art. 38), c. 4, integrare “e la conseguente applicazione delle pertinenti sanzioni edilizie” , con “corrispondenti alle opere da realizzarsi previste nell’atto unilaterale d’obbligo di cui al punto 2)

  21. Art. 37 (nuovo art 39), aggiungere comma 3: Nell’ambito dei territori prativi, boschivi e naturali, non devono essere comprese aree già urbanizzate anche di piccole dimensioni, che possono pertanto rientrare in ambiti di conservazione o riqualificazione.

  22. Art. 38 (nuovo art. 40)

-c.4 lett a), inserire che le osservazioni si possono inviare anche a Regione e Provincia

-c.4 lett a), aumentare il periodo a 90 giorni (come era nella L.R.36/97), anziché 60

  1. Art. 38 bis (nuovo art. 41), eliminare “e di completamento”;

  2. Art. 38 c. 1 lett a) sostituire “quarantacinque” con “sessanta”

  3. Art. 38 c. 1 lett b) sostituire “sessanta” con settantacinque”

  4. Art. 42 (nuovo art. 45), c. 1 eliminare “Tale misura di salvaguardia cessa…..PUC”

  5. Art. 42 (nuovo art. 45), c. 3 eliminare “ e non può avere efficacia superiore a quattro anni dalla data di adozione dello strumento urbanistico adottato”

  6. Art. 43 (nuovo art. 47), c. 1, la frase “Nei distretti di trasformazione i margini di flessibilità sono costituiti da indicazioni alternative degli elementi di cui all’articolo 29, comma 3, con esclusione della definizione del perimetro del distretto di cui alla relativa lettera a), mentre negli ambiti di conservazione, di riqualificazione e di completamento i margini di flessibilità sono costituiti da indicazioni alternative rispetto ai contenuti stabiliti nell’articolo 28, comma 4 che non incidano sul carico urbanistico e sul fabbisogno di standard urbanistici.” è troppo vaga e non si capisce cosa si intenda per “indicazioni alternative”. Occorre essere più precisi altrimenti non si capisce quando vi sia un margine di flessibilità e quando sia da considerarsi variante o aggiornamento. Se i margini di flessibilità diventano eccessivi si perde il senso della pianificazione

  7. Art. 43 (nuovo art. 47), eliminare “di completamento”

  8. Art. 47 bis (nuovo art. 52) e art. 47 ter, eliminare “attività produttive” o specificare meglio quali tipologie e dimensioni

  9. Art. 48 (nuovo art. 53), c.1 lett b), inserire “ con preliminare dibattito pubblico regolamentato”.

  10. Art. 49 c. 4, sostituire “giunta” con “consiglio”

  11. Art. 50 (nuovo art. 55), c.2, lett a), aggiungere punto 3) che illustri il percorso e le proposte emerse dal Dibattito Pubblico e le motivazioni in caso di non accoglimento delle proposte emerse nel dibattito

  12. Art. 51 (nuovo art. 56), c.2, sostituire “Giunta” con “Consiglio”

  13. Art. 53, c. 1, eliminare lett. b) e c)

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Vandana Shiva

Pubblichiamo un bell’evento organizzato a Genova.

locandina evento Vandana shiva-1

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AGGIORNAMENTI

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I giorni dell’alluvione 2014 li porteremo con noi fino alle prossime intense precipitazioni quando qualcuno si accorgerà che sarà troppo tardi per dare l’allarme….ma la causa è sempre l’uomo, la sua ingordigia, la sua politica e ideologia basata sul cemento…

Ma vi vogliamo aggiornare su alcuni punti:

-il Piano Urbanistico sarà portato in giunta e in consiglio a breve ed entro dicembre sarà approvato. Sono state apportate alcune modifiche. Chi desidera controllare e leggersi le modifiche ci invii una richiesta (è troppo grosso da spedire, provvederemo in altri modi).

-il Forum Salviamo il Paesaggio è stato audito alla Camera per il decreto “sblocca Italia” (qui:
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/09/audizione-di-salviamo-il-paesaggio-alla-camera-sul-decreto-sblocca-italia/)

-la regione sta approntando le nuovi leggi urbanistiche (è necessario che vengano analizzate, si cercano volontari)

-Qui potete trovare il nuovo istant book (gratuito) scritto da numerose firme importanti che smontano lo “sblocca Italia”:
http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4852

-Il Forum dell’acqua pubblica della Liguria ha elaborato una proposta di legge regionale popolare e ha avviato la raccolta firme (ne servono 5.000).
Qui potete trovare tutto il testo: http://www.acquapubblicaliguria.org
Qui potete aderire su facebook:https://www.facebook.com/acquapubblicaliguria?fref=ts
C’è la necessità di autenticatori e volontari per fare banchetti. Rispondete a questa mail per dare disponibilità.

Vi inseriamo sotto degli appuntamenti interessanti vari organizzati da varie associazioni/organizzazioni:
-oggi mart. 14.10 dalle h. 17.30 allo Zenzero: esposizione di progetti sulla trasformazione delle aree ferroviarie di Terralba (vedere volantino allegato)
-oggi mart.14.10 h. dalle 16 largo Pertini (da p.za De Ferrari) maiufestazione contro TTIP (x info qui: http://stop-ttip-italia.net/). Prossimamente ne parlerà Report
sab. 18.10 alle h. 8.30 (Italia Nostra): percorso sperimentale in bicicletta “alla scoperta dell’architettura dei Coppedè” (appuntamento h. 8.30 in p.za F. Marose)
ven. 24.10 alle h. 17.30 presso il Santuario della Madonnetta, sal. della Madonnetta 5 (da Corso Firenze), Maurizio Pallante presenterà il suo libro: Monasteri del Terzo Millennio.

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APPROVAZIONE DELLA DELIBERA DI INDIRIZZO SUL PUC

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L’iter di discussione ed approvazione della delibera di indirizzo sul PUC ha visto riconosciuto il valore di un’interlocuzione rispettosa e puntuale con la società civile, anche se sul piano dei contenuti è ancora insoddisfacente.

Dopo molti mesi di lavoro martedì 4 marzo il Consiglio Comunale ha approvato la delibera di indirizzo sul PUC, modificata per ottemperare alle richieste avanzate dalla Regione Liguria attraverso la VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

Avremmo desiderato delle modifiche più incisive, capaci di condizionare in modo chiaro e definitivo lo sviluppo di Genova dei prossimi anni nel senso della messa in sicurezza del territorio, del benessere e della salute dei cittadini, della valorizzazione delle aree agricole come risorsa pregiata per il rilancio del lavoro e di produzioni locali di qualità, indisponibile alla speculazione.

Consideriamo tuttavia il percorso fatto un buon inizio. Apprezziamo il cambiamento di tono e di consapevolezza che ha accompagnato il dibattito, così come la disponibilità del Consiglio a confrontarsi con il Coordinamento di reti e comitati contro il consumo di suolo sui contenuti puntuali degli emendamenti. Li avremmo voluti diversi e più coraggiosi, pur riconoscendo che alcune richieste sono state recepite.

Auspichiamo che la disponibilità a un confronto produttivo si mantenga per tutto il percorso di messa a punto del Piano Urbanistico Comunale.
Vigileremo territorio per territorio, con particolare attenzione ai Distretti di Trasformazione e alla Linea Verde, perché i principi apparentemente condivisi non vengano traditi e perché la progettazione del territorio garantisca ai cittadini il rispetto dei loro diritti e la possibilità di un futuro caratterizzato da uno sviluppo sostenibile e duraturo.

Le reti IF (rete per l’altraeconomia) e Salviamo il Paesaggio hanno partecipato, insieme a diversi comitati territoriali, a tutto il percorso di interlocuzione col Comune, sia negli appuntamenti organizzati nei Municipi che nel lungo dibattito in Commissione Territorio. Auditi due volte, abbiamo portato documenti e contributi politici e tecnici e argomentato le nostre posizioni anche avvalendoci dell’esperienza maturata in altre regioni italiane.

Per aumentare la consapevolezza sui temi in discussione e la partecipazione di tutti i cittadini al percorso di confronto col Comune di Genova, il 4 dicembre abbiamo organizzato a Palazzo Tursi la Tavola Rotonda “La Pianificazione territoriale: come affrontare il tema del consumo di territorio”, a Palazzo Tursi, il 4 dicembre 2013” (in cui sono intervenuti diversi amministratori di Comuni virtuosi, il nostro vicesindaco e l’assessore regionale all’agricoltura) e la petizione “La città che vogliamo. Stop al consumo di territorio”, che ha raccolto l’adesione di 53 fra reti, comitati e associazioni di Genova e della Liguria e diverse migliaia di firme.

Manuela Cappello (Salviamo il Paesaggio) e Stefano Chellini (IF), sono stati ospiti nella web tv PAM PAM PAM, dedicata al PUC.
Qui potete trovare il video: http://www.genovirus.it/

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MARTEDI 25 SAREMO SEMPRE IN CONSIGLIO COMUNALE! TUTTI!

Riteniamo che questo sia il momento dell’AZIONE determinata, della pressione popolare e dal basso, per fare sentire a tutti coloro che dovranno votare quella delibera, che così non deve passare.
Proponiamo due azioni:

1) MAIL BOMBING INDIRIZZATO A SINDACO, VICESINDACO E CAPIGRUPPO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Mandate la mail che segue con la vostra firma agli indirizzi in calce.
E convincete tanti amici a farlo, dobbiamo essere virali. Ecco le istruzioni:

OGGETTO MAIL: STOP AL CONSUMO DI  TERRITORIO

TESTO MAIL:
Caro amministratore pubblico, considerato l’alto indice di  urbanizzazione e impermeabilizzazione del suolo, lo stato di abbandono del  territorio ed il rischio idrogeologico che ne consegue, le difficoltà di  accesso alla terra per la produzione agricola locale, l’elevato numero di  edifici vuoti e l’andamento demografico decrescente, in qualità di cittadino  consapevole chiedo che il PUC (Piano Urbanistico Comunale) non preveda  ulteriore consumo di terreno libero, nè in superficie, nè sottoterra.
Firma

DESTINATARI:
vedi la mail a questo link:

http://www.comune.genova.it/pages/il-consiglio-comunale

2) MARTEDì 25 FEBBRAIO TUTTI IN CONSIGLIO COMUNALE ALLE 14.45
Prendete un permesso, portate i bambini e gli amici, venite con uno striscione o una bandierina autoprodotta con scritto STOP AL CONSUMO DI  TERRITORIO. Vogliamo essere una presenza allegra, fantasiosa, determinata. Vogliamo essere in tanti per fare sentire a chi voterà tutta la responsabilità di un voto come questo. E’ tempo di un cambio radicale, è tempo che gli amministratori locali facciano una scelta di campo, dalla parte dei beni comuni e del futuro.
Ognuno di noi può fare la differenza!

volantino
volantino

Per il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
Coordinamento genovese Salviamo il Paesaggio
Sal. San Leonardo, 25 r
Genova
cell: 335.6674386

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MARTEDI 18 H. 15 TUTTI IN CONSIGLIO COMUNALE-APPROVAZIONE DELIBERA SUL PUC

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Martedi prossimo, il Consiglio comunale voterà un PUC che disattende le prescrizioni della VAS regionale in materia di messa in sicurezza e salvaguardia del territorio.

Questa giunta intende davvero ignorare i moniti e le proposte provenienti da cittadini e accademici di rilievo internazionale che chiedono una MORATORIA SUL CONSUMO DI SUOLO in Italia e in Liguria?

Parlare con i sordi è una brutta sensazione. È quella che provano le migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione contro il consumo di territorio a Genova, edelle 53 associazioni/circoli/comitati/reti/forum che, a dicembre, hanno lanciato  con l’appello “LA CITTA’ CHE VOGLIAMO. Stop alle nuove costruzioni”

 Oggi, dopo mesi di Commissioni e audizioni, di proposte rigorose e argomentate, ci restano solo due domande:

1.      Perché il Comune, nelle persone del Sindaco Doria e dell’Assessore delegato all’Urbanistica Bernini, non risponde punto per punto alle obiezioni sollevate dai cittadini nelle audizioni e porta in votazione una delibera che disattende in maniera palese e irresponsabile le osservazioni prescrittive della Regione che chiede di fare molto di più in materia di messa in sicurezza del territorio?

2.      Il Comune, i suoi tecnici e la sua giunta, intende davvero assumersi la responsabilità dell’immobilismo e della conservazione approvando una delibera conservatrice, poiché consegna alla città degli indirizzi di pianificazione che NON tengono conto della necessità urgente e inderogabile di CAMBIARE ROTTA e segnare una forte discontinuità col passato, come richiesto di illustri esperti di paesaggio e territorio da Salvatore Settis a Renzo Piano?

Chiediamo con forza risposte puntuali di merito alle osservazioni depositate in Commissione Territorio.

Chiediamo che tali osservazioni vengano recepite emendando la delibera in votazione accogliendo le prescrizioni della Regione, dando così un chiaro indirizzo a questo nuovo PUC:

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO PER POTER PROGRAMMARE UNA CITTA’ SICURA, VIVIBILE E CAPACE DI FUTURO

 chiediamo al Consiglio comunale di NON votare una delibera sbagliata e pericolosa e di esercitare appieno il mandato democratico a rappresentare il bene comune e gli interessi dei cittadini

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Le scriventi organizzazioni evidenziano che nel documento di delibera in votazione:

1.    Il Comune dice di volere fermare la speculazione oltre la linea verde ma nel documento di delibera si legge che si prevede una ridefinizione delle zone a favore di quelle a presidio ambientale dette AR-PR, dove possono costruire tutti e con meno vincoli degli agricoltori, lasciando così campo libero a chi vuole costruirsi l’ennesima villetta fingendo di presidiare il territorio. In un caso a noi noto degli 81 autorizzati, il Comune ha chiesto in cambio del permesso di costruire solo lo sfalcio una volta all’anno di 1000 metri di prato. Nulla sul ripristino delle terrazze e sul deflusso delle acque, ciò che veramente serve per evitare tragedie come quelle di questi giorni.

2.    Il Comune, tramite il Vice Sindaco Bernini, dice che a Genova siamo fortunati e virtuosi perché abbiamo ancora una vasta area di territorio non edificato pari al 72%. Ma omette di dire che molte delle aree non edificate sono inabitabili e di scarso pregio per l’edificazione e che l’agricoltura è possibile proprio laddove è maggiore la concorrenza con l’uso edificatorio. È forse per questo che nel Piano presentato si prevedono oltre la linea verde 336.700 mq teorici di nuove edificazioni. È questo che la Giunta intende per costruire sul costruito?

Per di più, la presenza di un indice di edificabilità diffuso è la causa principale dell’immobilismo fondiario e delle enormi difficoltà ad accedere alla terra per attività produttive

3.    Ricordiamo che la nuova legge di stabilità finanzia “interventi immediatamente cantierabili” e volti prioritariamente “agli interventi integrati finalizzati alla riduzione del rischio, alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità e che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE […] e della direttiva 2007/60/CE […]”; inoltre, vengono previste anche “misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall’alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico”, ma soprattutto che “gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua e gli interventi di naturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque devono essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione”.

A questo proposito il Comune piange i morti delle alluvioni  ma nel PUC non vi è alcun cenno ad un piano di previsione di messa in sicurezza delle intere aree “rosse” (le più a rischio), attraverso più azioni integrate nel tempo come la stessa delocalizzazione. Piuttosto si pensa a metterlo in sicurezza con interventi idraulici che dureranno molti anni e avranno pochi benefici effettivi e che permetteranno nuove previsioni edificatorie. Come nell’area dei parchi ferroviari di Terralba, dove la Giunta prevede una serie di espansioni edilizie per un totale di quasi 2.000 nuovi abitanti e addetti e circa 70.000 mq di superficie agibile.

4.    Il Comune sostiene di non voler” bloccare” il territorio “accusando” noi di volerlo paralizzare. Al contrario le previsioni di nuove residenze e uffici, in un’area di 8,5 mln. di mq, rischiano di diventare un boomerang per l’amministrazione e il territorio. Non siamo più negli anni 50-70 in cui i fenomeni speculativi erano molto redditizi; oggi le concessioni edilizie rilasciate sono sempre meno realizzate o vengono lasciate decadere nel tempo o costruite solo parzialmente per difficoltà economiche, con la conseguenza che l’area cade in degrado o che gli stessi lavoratori non vengono pagati. Esempio ne sono le Torri Faro e l’area dell’ex Moltini in Val Bisagno.

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I comitati, reti e le associazioni che hanno promosso la campagna di raccolta firme
“La città che vogliamo: Stop alle nuove costruzioni” sono:

Rete IF, Genova; Forum Salviamo il paesaggio, Genova; Arci Genova; Acli Liguria; Aiab Liguria; Amici del Chiaravagna onlus; Amici di Pontecarrega; Attac; Circolo arci barabini di trasta; Circolo arci belleville; Circolo arci culturale Fegino; Circolo arci erba voglio; Circolo arci futuro primitivo; Circolo arci pianacci; Circolo arci zenzero; Circolo arci Sant’Eusebio; Circolo arci Primo Maggio; Circolo arci lavoratori sturlesi arcipicchia; Comitato acqua bene comune Genova; Comitato acquasola; Comitato contro la cementificazione di Terralba; Comitato protezione Bosco pelato; Coordinamento gestione corretta rifiuti della Liguria (gcr Liguria); Fair; Gestione corretta rifiuti Genova (gcr genova); Italia Nostra; Legambiente Lguria; Le serre di San Nicola di Castelletto; Libera Genova; Liguria biologica; Mdc Genova; Medicina democratica; Medici per l’ambiente (i.s.d.e.); Movimento consumatori Liguria; Movimento decrescita felice Genova; Slow food Liguria; Terra! onlus; Vivere in collina; Wwf Genova; Wwf Italia sezione regionale Liguria; Y.e.a.s.t. youth europe around sustainability tables; GasaGenova; A.s.c.i. Liguria; Circolo nuova ecologia; Slow food Genova; Comitato genitori istituto comprensivo Pra’; Mfe Genova; rete Voglio la Gavoglio; Genova Bene Comune; Ingegneria senza frontiere; Anemmu in bici a Zena; Geologia Senza Frontiere; Cittadini per Carignano;

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LA LIGURIA STA FRANANDO SULLE NOSTRE TESTE

BASTA VITTIME PER L’INCURIA DEL TERRITORIO

SUBITO UNA MORATORIA SUL CONSUMO DI SUOLO

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Il Consiglio comunale sta per approvare un PUC che prevede 336 milioni 600 mila mq di aree edificabili corrispondenti a 336 mila mq teorici di nuove edificazioni oltre la linea verde.
Altro che costruire sul costruito!

Genova 22 gennaio 2014 – Mentre il maltempo flagella la Liguria disvelando ancora una volta tutta la fragilità di un territorio stuprato dalla cattiva politica e dalla economia speculativa, la Giunta comunale di Genova si appresta a portare in consiglio una delibera sul PUC che, in palese contraddizione con gli obiettivi invariabili dichiarati dal Sindaco, mette ulteriormente a rischio la sicurezza dei cittadini genovesi e la vivibilità della città.

Lo scorso 14 gennaio i rappresentanti delle 53 associazioni/circoli/comitati/reti/forum che hanno sottoscritto l’appello “LA CITTA’ CHE VOGLIAMO. Stop alle nuove costruzioni” hanno incontrato il Sindaco Marco Doria e l’Assessore all’Urbanistica Stefano Bernini per evidenziare i gravi rischi presenti nella delibera in approvazione e per consegnare le migliaia di firme raccolte a favore di una moratoria sul consumo di territorio.

Oggi ci presentiamo nuovamente in Commissione Territorio per essere auditi dal Comune e fare presente le gravi mancanze e contraddizioni presenti nel documento di delibera del PUC dove l’Assessore all’Urbanistica Bernini scrive esattamente il contrario di quello che sostiene il Sindaco Doria nelle dichiarazioni ufficiali.

In particolare, si evidenzia che:
1. Il Comune dice di volere fermare la speculazione oltre la linea verde ma nel

documento di delibera si legge che si prevede una ridefinizione delle zone a favore di quelle a presidio ambientale dette AR-PR, dove possono costruire tutti e con meno vincoli degli agricoltori, lasciando così campo libero a chi vuole costruirsi l’ennesima villetta fingendo di presidiare il territorio. In un caso a noi noto degli 81 autorizzati, il Comune ha chiesto in cambio solo lo sfalcio una volta all’anno di 1000 metri di prato. Nulla sul ripristino delle terrazze e sul deflusso delle acque, ciò che veramente serve per evitare tragedie come quelle di questi giorni.

2. Il Comune, tramite il Vice Sindaco Bernini, dice che a Genova siamo fortunati e virtuosi perché abbiamo ancora una vasta area di territorio non edificato pari al 72%. Ma omette di dire che molte delle aree non edificate sono inabitabili e di

scarso pregio per l’edificazione e che l’agricoltura è possibile proprio laddove è maggiore la concorrenza con l’uso edificatorio. È forse per questo che nel Piano presentato si prevedono oltre la linea verde 336.700 mq teorici di nuove edificazioni. È questo che la Giunta intende per costruire sul costruito?

  1. Ricordiamo che, la nuova legge di stabilità, finanzia “interventi immediatamente cantierabili” e volti prioritariamente “agli interventi integrati finalizzati alla riduzione del rischio, alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità e che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE […] e della direttiva 2007/60/CE […]”; inoltre, vengono previste anche “misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall’alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico”, ma soprattutto che “gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua e gli interventi di naturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque devono essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione”.A questo proposito il Comune piange i morti delle alluvioni, ma nel PUC, non vi è alcun cenno ad un piano di previsione di messa in sicurezza delle intere aree “rosse” (le più a rischio), attraverso più azioni integrate nel tempo, come la stessa delocalizzazione, ma piuttosto si pensa a metterlo in sicurezza con interventi idraulici che dureranno molti anni e avranno pochi benefici effettivi, e che permetteranno nuove previsioni edificatorie, come nell’area dei parchi ferroviari di Terralba, dove la Giunta prevede una serie di espansioni edilizie per un totale di quasi 2.000 nuovi abitanti e addetti e circa 70.000 mq di superficie agibile.
  2. Il Comune sostiene di non voler” bloccare” il territorio “accusando” noi, di volerlo paralizzare. Al contrario le previsioni di nuove residenze e uffici, in un’area di 8,5 mln. di mq, rischiano di diventare un boomerang per l’amministrazione, e il territorio in quanto non siamo più negli anni 50-70 in cui i fenomeni speculativi erano molto redditizi; oggi, le concessioni edilizie rilasciate sono sempre meno realizzate o vengono lasciate decadere nel tempo o costruite solo parzialmente, per difficoltà economiche, con la conseguenza che l’area cade in degrado o che gli stessi lavoratori non vengano pagati, esempio ne sono le Torri Faro, l’area dell’ex Moltini in Val Bisagno.

Alla luce dei disastri ambientali aggravati dal dissesto idrogeologico favorito da decenni di politiche dissennate, il Comune di Genova deve cambiare rotta e perseguire politiche virtuose a favore del reale presidio del territorio, della salvaguardia dell’ecosistema urbano e periurbano, del rilancio dell’occupazione e dell’impresa in settori 100% sostenibili, innovativi e radicati nel territorio.

Ogni scelta mancata, ogni ritardo, ogni tentativo di reiterare vecchie politiche clientelari e miopi, asservite alla tutela dell’esistente costituisce un ATTO IMPERDONABILE DI RESPONSABILITA’ DIRETTA del Comune che, in barba alla partecipazione attiva e competente dei cittadini, DECIDE DI ASSERVIRE IL BENE PUBBLICO AGLI INTERESSI DI POCHI PRIVATI A DANNO, SEMPRE PIU’ PERICOLOSO, della collettività.

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I comitati, reti ed associazioni che hanno avviato la campagna di raccolta firme “La città

che vogliamo: Stop alle nuove costruzioni” sono:

Rete IF, Genova; Forum Salviamo il paesaggio, Genova; Arci Genova; Acli Liguria; Aiab Liguria; Amici del Chiaravagna onlus; Amici di Pontecarrega; Attac; Circolo arci barabini di trasta; Circolo arci belleville; Circolo arci culturale Fegino; Circolo arci erba voglio; Circolo arci futuro primitivo; Circolo arci pianacci; Circolo arci zenzero; Comitato acqua bene comune Genova; Comitato acquasola; Comitato contro la cementificazione di Terralba; Comitato protezione Bosco pelato; Coordinamento gestione corretta rifiuti della Liguria (gcr Liguria); Fair; Gestione corretta rifiuti Genova (gcr genova); Italia Nostra; Legambiente Lguria; Le serre di San Nicola di Castelletto ;Libera Genova; Liguria biologica; Mdc Genova; Medicina democratica; Medici per l’ambiente (i.s.d.e.); Movimento consumatori Liguria; Movimento decrescita felice Genova; Slow food Liguria; Terra! onlus; Vivere in collina; Wwf Genova; Wwf Italia sezione regionale Liguria; Y.e.a.s.t. youth europe around sustainability tables; GasaGenova; A.s.c.i. Liguria; Circolo nuova ecologia; Circolo arci lavoratori sturlesi arcipicchia; Slow food Genova; Comitato genitori istituto comprensivo Pra’; Mfe Genova; rete Voglio la Gavoglio; Circolo arci Primo Maggio; Genova Bene Comune; Ingegneria senza frontiere; Anemmu in bici a Zena; Geologia Senza Frontiere; Circolo arci Sant’Eusebio: Cittadini per Carignano;

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